30 operatori giovanili per uno scambio di buone pratiche a Seulo: SEED – Sharing Expertise and Empowering Development
Dal 16 al 24 novembre, Malik ETS ha realizzato a Seulo la Study Visit internazionale SEED – Sharing Expertise and Empowering Development, finanziata dal programma Erasmus+ e cofinanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Comune di Seulo.
Il progetto ha coinvolto 30 partecipanti, tra aspiranti e operatori giovanili, di cui 5 provenienti da Seulo, arrivati da diversi Paesi europei – Italia, Spagna, Repubblica Ceca, Grecia, Slovacchia e Romania – con l’obiettivo di rafforzare le competenze professionali degli operatori giovanili, promuovere l’uso di strumenti digitali e metodologie partecipative, e creare reti di cooperazione europea tra organizzazioni rurali. Un percorso pensato per favorire, tra le giovani generazioni, la cittadinanza attiva e la partecipazione ai processi decisionali.
Le vere protagoniste e i veri protagonisti di SEED sono loro: le ragazze e i ragazzi del territorio che hanno scelto di mettersi in gioco, partecipando attivamente al progetto.
Il cambiamento nasce dall’esperienza condivisa e prende forma attraverso le voci di chi lo vive ogni giorno.
Ascoltiamo le loro parole e scopriamo cosa significa davvero SEED.
GIULIA:
“Il progetto è andato benissimo! Mi è piaciuto molto il modo in cui è stato organizzato e le attività che abbiamo svolto. Parlare dell’intelligenza artificiale e di come noi giovani possiamo sfruttarla è stato davvero interessante. La visita guidata a Muravera è stata una vera e propria scoperta e una spinta in più per inseguire i propri sogni. Sono felice di aver partecipato e di aver conosciuto persone fantastiche. Consiglio a tutti di fare questa esperienza”
MONICA:
“Sono Monica Nurcis ho 44 anni, sono di Seulo.Ho partecipato per la prima volta a un Erasmus.Per questo Erasmus plus sono stata accolta tramite l'associazione Malik .
Ho apprezzato molto questo scambio culturale con i diversi ragazzi di alcuni paesi facenti parte dell'Unione Europea. Il progetto in sé è stato molto interessante e istruttivo. Le attività che abbiamo svolto sono state per me un metodo di interagire con gli altri molto efficiente, sono riuscita, nonostante la mia difficoltà a parlare inglese e comunicare con loro. Ho ascoltato i diversi progetti che tutti vorrebbero migliorare nei loro paesi rurali dove molti servizi per i giovani vengono a mancare. Abbiamo potuto confrontare le nostre idee e ciò mi è piaciuto molto. Visitare le diverse attività nel nostro territorio hanno contribuito a scoprire come si può creare dal niente le diverse imprese caratterizzate soprattutto dall' ecosostenibilità, tutto viene prodotto in azienda e nulla viene sprecato. Concludo con un suggerimento per le nuove generazioni di ragazzi, suggerendo di creare momenti di confronto, e aumentare i servizi per la comunità intera soprattutto nell' ambito della comunicazione e creazione di spazi adibiti alla progettazione di nuove idee per il futuro, caratterizzate alla salvaguardia del territorio, all' ecosostenibilità dell' ambiente per evitare l'inquinamento dell' aria e del territorio.”
MATTEO:
“La visita di studio SEED a Seulo, a cui ho partecipato, è stata per me un’occasione concreta per crescere e per confrontarmi con operatori giovanili di diversi Paesi. Abbiamo avuto una settimana intensa, piena di attività che spaziavano dall’esplorazione delle realtà locali alla formazione pratica, ma anche tempo per conoscerci e condividere.
Durante il progetto abbiamo visitato ecomusei, associazioni, scuole, iniziative imprenditoriali e progetti comunitari di diversi paesi della Sardegna. Abbiamo lavorato su analisi SWOT, creatività, uso consapevole dell’AI e scambiato buone pratiche con youth worker provenienti da Spagna 🇪🇸, Romania 🇷🇴, Grecia 🇬🇷, Repubblica Ceca 🇨🇿, Slovacchia 🇸🇰 e Italia 🇮🇹. Per quanto io viva in questo territorio, alcune realtà, come quella di Bresca Dorada, sono state una scoperta anche per me.
Oltre a partecipare, ho potuto contribuire direttamente, essendo ambasciatore di “Sportello in Spalla” per la Barbagia di Seulo, ho condiviso come nel mio territorio cerchiamo di informare e coinvolgere i giovani sulle opportunità Erasmus+.
Poi, facilitando il workshop di Trashop, il progetto di solidarietà a cui collaboro. Con i partecipanti abbiamo trasformato delle lattine in vasi colorati tramite hydrodipping, piantato delle piantine e distribuito i vasetti nel paese. Dopo l’intervento del sindaco di Seulo, ho anche presentato ufficialmente Trashop, in quanto parte del team che lo gestisce, insieme ai ragazzi dell’associazione Arrexini Asula di Seulo.
Ci sono stati momenti che mi hanno colpito particolarmente: a partire dalla professionalità di Sofia e Iulita, le organizzatrici; ma anche la bellezza della neve caduta a Seulo e, allo stesso tempo, il suo impatto sulla vita quotidiana, che ha permesso ai partecipanti stranieri di capire davvero le difficoltà che i paesi dei nostri territori isolati affrontano spesso. Un altro momento molto importante per me, è stata la sessione in cui insieme abbiamo sviluppato le idee per il prossimo scambio giovanile; nonostante ci fosse qualcuno più esperto e qualcuno meno siamo comunque riusciti a creare delle belle attività.
Da questa esperienza porto a casa nuove conoscenze, nuove amicizie, nuove competenze e molti spunti da usare nei progetti futuri. È stato un confronto che mi ha arricchito sia sul piano personale sia professionale, e che certamente influenzerà il mio futuro.”
GAIA:
“Questa esperienza mi ha fatto comprendere il valore del youth work in aree rurali non solo come sostegno educativo, ma anche come opportunità di riscoprire tradizioni, promuovere sostenibilità e creare nuovi spazi di partecipazione giovanile.”
ALICE:
“Partecipare al progetto sullo youth work nelle aree rurali è stata un'esperienza trasformativa che ha superato ogni mia aspettativa. Prima vedevo le aree rurali principalmente come luoghi di tranquillità, ma con poche opportunità e spazi per i giovani. Questo progetto mi ha aperto gli occhi su un potenziale incredibile, spesso non tanto preso in considerazione. Ho imparato che i giovani nelle aree rurali non mancano di idee o ambizione; spesso mancano di piattaforme e strutture di supporto adeguate. Il progetto ci ha insegnato a fungere da mediatori aiutando a far emergere e sviluppare iniziative importanti e utili, valorizzando le risorse e le tradizioni locali.”

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